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I CAVALIERI E LE DAME DEGLI ORDINI DINASTICI DELLA REAL CASA DI SAVOIA CELEBRANO A ROMA LA FESTA LITURGICA DELLA SINDONE

La cerimonia, presieduta da. S. Em.za Rev.ma il Card. Enrico Feroci, si è tenuta il 4 maggio 2021 presso la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme

Promossa dal Centro Diocesano di Sindonologia “Giulio Ricci”, in collaborazione con il Vicariato di Roma, il “Centro Internazionale di Studi sulla Sindone” di Torino e l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, il 4 maggio è stata celebrata la Festa Liturgica della Sindone nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma.

La solenne Celebrazione Eucaristica è stata presieduta da Sua Eminenza Rev.ma il Sig. Cardinale Enrico Feroci e concelebrata dai numerosi sacerdoti convenuti. Il servizio liturgico è stato curato dai seminaristi dei Legionari di Cristo.

La Festa Liturgica risale al 1506 quando il Papa Giulio II, accogliendo la richiesta del giovane Duca Carlo II di Savoia e della madre Duchessa Claudine, pervenutagli a Roma attraverso una delegazione formata dal Vescovo di Maurienne Mons. Luigi di Gorrevod, Manfredo di Saluzzo, Andrea Provana e Filippo Chevrier, il 9 maggio approvava, con la bolla “Salubria vota”, il culto pubblico della Sindone, istituendone la festa, con Santa Messa ed ufficio liturgico propri, fissandone la data il 4 maggio. il giorno successivo a quello in cui la Chiesa ricordava il ritrovamento della Croce, avvenuto a Gerusalemme l’anno 320 per opera di S. Elena Augusta Imperatrice, madre dell’Imperatore Costantino.

Come è ormai tradizione, per la plurisecolare storia che ha visto la Real Casa di Savoia impegnata nella difesa, nella cura e nella devozione della Sindone, una delegazione di Cavalieri e di Dame dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro e dell’Ordine al Merito Civile di Savoia, guidati dal Delegato per Roma Capitale e per il Lazio Comm. Avv. Alfonso Marini Dettina, ha partecipato alla Cerimonia.

Dopo la comunione, mentre il Coro della Basilica intonava, dalla Passione secondo San Matteo di Johannes Sebastian Bach, la corale “O Capo insanguinato”, i Cavalieri in abito da chiesa, hanno portato processionalmente all’altare una copia della Sindone, per esporla alla devozione dei fedeli.

Il Cardinale, nel silenzio e nel raccoglimento generatosi, ha pronunciato la “Preghiera davanti alla Sindone” venerando la Sacra immagine.

Contemplando l’immagine impressa sulla Santa Sindone, siamo ispirati a meditare sull’amore di Cristo, crocefisso e risorto per la nostra salvezza.

In questi lunghi mesi che vedono l’umanità piegata e sofferente, sperduta davanti al dilagare del virus ed al venire meno di tante certezze, recuperiamo allora i valori sopiti: la solidarietà, la condivisione, il rispetto per le persone e per la natura.

In questo tempo che sembra ricordare, per chi ha fede, il silenzio e l’attesa del Sabato Santo, torniamo a contemplare l’immagine del Signore impressa sulla Sindone lasciandoci guardare da Lui con la fiducia e la speranza per il nostro futuro.

La cerimonia è stata tanto suggestiva quanto partecipata ed ha riproposto, senza soluzione di continuità con le ostensioni dei secoli scorsi, la vicinanza dei Cavalieri Sabaudi alla Sindone. Come testimoniano le antiche incisioni dove il Sovrano, il Duca Emanuele Filiberto per primo, dismesse le vesti regali in segno di umiltà, venerava e mostrava ai fedeli la Sindone indossando l’abito dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.

Per questo, al termine della Celebrazione, è riemerso forte tra i partecipanti il desiderio che la Festa liturgica della Sindone continui ad essere un appuntamento annuale di preghiera per tutti i Cavalieri e le Dame degli Ordini Dinastici.

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