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MERCY SHIPS SIERRA LEONE – SECONDO GIORNO A BORDO DEL GLOBAL MERCY

La giornata è stata interamente dedicata alla visita dell’ospedale. Abbiamo incontrato Karen, la direttrice, che ci ha raccontato diverse storie di pazienti, di come svolgono l’attività di selezione dei pazienti, di quanto sia difficile dover “scegliere”, non avendo la possibilità di operare tutti. Possono effettuare 20.000 operazioni in una missione, ma la richiesta è di 300.000!

È per questo che vogliono partire lasciando qualcosa e qualcuno, istruendo e formando personale specializzato. Loro torneranno, ma nel frattempo alcuni pazienti devono continuare ad essere seguiti. Spesso le convalescenze e le riabilitazioni sono lunghe, a volte le malattie e i carcinomi possono rimanifestarsi.

E loro cercano di focalizzarsi sui singoli pazienti, perché ognuno di loro è speciale.

Noi abbiamo assistito ad alcune operazioni, abbiamo conosciuto i bambini, abbiamo giocato con loro. I loro occhi, i loro sguardi, le loro manine che ci salutavano, li porteremo sempre con noi.

Abbiamo il dovere di aiutarli, non possiamo rimanere insensibili solo perché noi siamo più fortunati di loro.

Ci sono cinque sale operatorie su questa nave, sale di riabilitazione, macchinari, incluso quello per la tac di ultima generazione, un reparto di terapia intensiva, uno di malattie infettive, uno di ortopedia, di chirurgia e di oftalmologia. Peccato che non possiamo visitare un ospedale locale per notare la differenza, che sembra essere enorme.

Domani visiteremo l’”hope center”, ossia l’ospedale di Mercy Ships che, a terra, accoglie i pazienti pre e post ospedalizzazione.

Occorrono circa dodici settimane di riabilitazione dopo le operazioni di ortopedia infantile e circa due settimane per la diagnosi e la preparazione.

A volte, i pazienti non si presentano, ma negli ultimi quattro/cinque anni il tasso di assenze è passato dal 20 al 4% perché Mercy Ships si fa carico anche dei trasporti.

Gli interpreti, i locali, i volontari, tante nazionalità diverse al servizio dei più bisognosi che riescono a trovare il modo di comunicare e di lavorare insieme.

È questa l’integrazione! In una società dove si sentono solo brutte notizie bisogna trovare lo spazio per donarne anche di positive e Mercy Ships ha tante storie di speranza da raccontare.

DONATE ORA PER MERCY SHIPS

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